luglio 28, 2016

Chi sono

Nicola Andreatta

Una laurea triennale in Lettere Moderne all’Università di Trento e una laurea specialistica in Giornalismo e Cultura Editoriale all’Università di Parma. Ma soprattutto la gavetta alla Gazzetta di Parma, prima come stagista in redazione e poi come collaboratore per la cronaca cittadina. E poi le collaborazioni, tante e molto diverse, alcune di lungo corso, altre invece del tutto occasionali: riviste periodiche, quotidiani online, magazine tematici, case editrici, e-commerce e molto altro, in un progressivo e appassionante avvicinamento al web e alle sue tecniche di scrittura mirate.

Chi è Nicola Andreatta? Così mi dovrei presentare: web writer, copywriter, ghostwriter, blogger, web content editor, articolista. Tanti paroloni con altrettante sfumature diverse, le quali proiettano però le proprie lunghe ombre su un unico termine cardinale, forse un po’ meno lusinghiero, ma quel che perde in pomposità lo guadagna in schiettezza. Qual è questa parola nascosta che nessuno vuole pronunciare? Semplice: scribacchino. In altre parole, mi trovo a mio agio nell’affrontare di prima mattina un foglio bianco. Questo sono io, prima di tutto: il resto viene dopo. Vuoi capire di cosa sono capace, e se la mia esperienza professionale fa al tuo caso? Non fermarti sulle definizioni: dai un’occhiata al mio portfolio e fatti un’idea più chiara.

Scrivere per il web a livello professionale non è semplice, soprattutto se per conto di terzi. È necessario vestire di giorno in giorno maschere diverse, suscitare una buona impressione nei lettori, conoscere le dinamiche della rete e le sue regole: per questo motivo esistiamo noi, scribacchini del terzo millennio, ovvero web writer, copywriter eccetera. Per perdere un lettore – e quindi un cliente – basta una parola fuori posto: affidandoti ad uno del mestiere, riduci al minimo questo rischio ed esalti il tuo messaggio.

Vuoi delle informazioni, un preventivo, un’opinione, o anche solo una chiacchierata? Contattami. Se non rispondo subito, non perdere la pazienza, né la speranza: vuol dire che sto arrancando a fatica intorno a qualche cima, tra il Lagorai e le Dolomiti di Brenta, e che avrai mie notizie al rientro nel mondo civilizzato.